Oasi di San Gherardo

Nel 1995 l'area fu inserita dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Provincia di Bologna tra i poli estrattivi regionali.

L'anno successivo fu proposto e approvato il progetto di sistemazione finale, che prevedeva la creazione di due vaste zona umida con criteri di ingegneria naturalistica.

Questo intervento avrebbe potenziato significativamente la biodiversità del territorio e, soprattutto, evitato ulteriori anni di movimento macchine e camion, necessari per un eventuale riempimento a piano di campagna l'area escavata.

Le risorse economiche e il tempo risparmiati dalla ditta SAPABA sarebbero state utilizzate invece:
- per piantumare alberi, arbusti e piante acquatiche,
- per realizzare percorsi, cartelli e punti di osservazione attrezzati per la fruizione pubblica e didattica dell'area recuperata.

Gli accordi fra la ditta SAPABA e il Comune di Sasso Marconi prevedevano inoltre che l'Oasi sarebbe stata infine donata al Comune di Sasso Marconi, che ne avrebbe quindi curato la gestione e la manutenzione nel tempo.

Dopo pochi anni dalla chiusura della cava e al termine degli interventi di sistemazione finale, l'Oasi possiede già un indubbio valore naturalistico: non a caso costituisce il cuore del territorio designato nel febbraio 2006 come Sito della Rete Natura 2000, denominato "Boschi di San Luca e Destra Reno" ovvero come ZPS e SIC rispettivamente ai sensi delle direttive comunitarie "Uccelli" e "Habitat".