Borgo del Castello

Nell’800 diede asilo a Carlo Magno, diretto a Roma. Feudo di Matilde di Canossa fino al 1109, venne incluso dall’Imperatore Ottone IV tra i territori di pertinenza della già potente Abbazia di Nonantola, diventando motivo di contesa tra la ghibellina Modena e la guelfa Bologna. 

Ne sono testimonianza i numerosi rafforzamenti e ricostruzioni cui venne sottoposto il castello tra la fine del ‘200 e il primo trentennio del ‘300, quando sotto la custodia della Corporazione del Griffone e dei Falegnami dovette fronteggiare le devastazioni di alcuni fuoriusciti bolognesi, culminate poi nella Battaglia di Zappolino il 15 novembre 1325 in un luogo ricordato da una lapide in frazione Bersagliera. 

Dell’antica fortificazione che dà il nome al paese resta la realtà di un fortilizio che vantava quasi mezzo chilometro di circonferenza e si estendeva lungo il crinale della montagna tra due porte opposte. Il castello, adattato a dimora gentilizia intorno al ‘500, fu di proprietà della nobile famiglia dei Boccadiferro fino alla fine dell’800. 

L’attuale ingresso presenta una successione di porte archiacute, un tempo precedute da un ponte levatoio e ancor oggi affiancate dal Cassero, una torre di forma irregolarmente trapezoidale costruita nel 1227 dai Bolognesi a scopo difensivo e in cui risiedeva il Castellano. Le vicissitudini storiche non hanno consentito che si conservasse, della costruzione originaria, poco più del basamento: nel 1451 la parte superiore venne infatti distrutta per ordine del Senato bolognese e ricostruita nel 1523, mentre ben più recenti sono gli inserti delle finestre e i merli angolari che risaltano con i loro mattoni in cotto sul paramento murario in pietra. Lasciato alle spalle il Cassero, si incontra sulla sinistra il settecentesco palazzo signorile, interamente costruito in cotto a ridosso della torre: l’assenza di intonaco sulla facciata e sui lati minori lascia scorgere il tamponamento di un precedente edificio porticato con tre arcate a tutto sesto. 

Nel cuore del borgo, il duecentesco Palazzo Comunale (1235) fu sede della magistratura del Capitano della Montagna occidentale. 

Nel suggestivo salone di ingresso, un bassorilievo in arenaria raffigura il cavaliere Jacopino da San Lorenzo in Collina, famoso Capitano della Montagna. 

Al castello non manca poi un tocco di mistero: al suo interno vagano ancora le anime delle mogli del crudele Boccadiferro che nelle notti di maggio escono a cercare vendetta spargendo nel borgo un misterioso profumo, mentre nella torre del castello echeggiano ancora i lamenti di Boccadiferro, a sua volta ucciso dalla tredicesima e più furba moglie. 

La bella imponenza e i segreti del castello ispirarono nel 1920 il compositore lucchese Gaetano Luporini (1865-1948), che musicò l’opera intitolata “Amore e morte” ambientata proprio nel castello, sul libretto di Giuseppe Lipparini.  

Oggi si compone di una torre campanaria cinquecentesca e di una loggia da cui si accede all’Ecomuseo della Collina e del Vino.